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Tv e giornali: sempre meno affidabili per i giovani

Vengono definiti millennial e sono i giovani nati dal 1980 in poi: sono loro l’oggetto di studio di un’approfondita indagine della startup statunitense specializzata in marketing Crowdtap, realizzata con l’istituto internazionale di ricerca Ipsos Media CT, con l’obiettivo di capire come le nuove generazioni si informino, nutrano i propri interessi e quale sia il loro menù giornaliero in termini di mezzi di comunicazione. Il risultato? Presto detto: se devono fare un acquisto o informarsi su un tema specifico preferiscono una chattata con i loro pari, o una mail da un amico, piuttosto che il giudizio di un professionista perchè lo ritengono un consiglio più affidabile e senza secondi fini.
Ciò che però rileva ulteriormente è quanto sia enormemente cresciuto negli anni il peso specifico che questi contenuti hanno ai loro occhi. I millennial hanno a che fare con i media, nel loro complesso, per circa 18 ore al giorno. Spesso su più dispositivi in contemporanea. Il 30% di questo enorme periodo, oltre cinque ore, si alimenta di user generated content suddiviso a sua volta fra social network (18%), e-mail e chat (6%), e passaparola tradizionale su notizie, prodotti e marchi, che è pur sempre un contenuto non mediato (6%). Il resto del tempo è iperframmentato fra tutti gli altri canali, più o meno classici ma comunque privi di interscambio. Su tutti la tv (23% fra registrata e diretta), navigazione su internet tradizionale (20%), videogame (10%), radio (7%) e solo 3% lettura di quotidiani e magazine.
Ad ogni modo la priorità assoluta va ai social network (71%). Seguiti tuttavia da tv (60%), radio (53%) ed e-mail/chat (49%). Non a caso, quando è stato chiesto ai quasi 900 soggetti coinvolti dall’indagine di assegnare un valore di fiducia alle varie fonti, non c’è stata storia. Il 68% si fida infatti delle recensioni sui prodotti, il 56% di quanto viene riferito via chat, la metà esatta di tutto quello che circola sulle bacheche dei social network a cui è iscritto, il 48% degli interventi su blog e forum. Cifre altissime che distanziano di molto quelle assegnate ai veicoli non collegati ai contatti o comunque ad altri consumatori e utenti. Cioè prodotti da terzi come giornalisti e  informatori di professione. Si salvano solo gli articoli e le recensioni professionali sul web, col 64%, e in parte i siti delle aziende, oltre alla stampa. Ha fiducia nei magazine online solo il 40% degli utenti, mentre la credibilità di tv e radio è considerata scarsa: rispettivamente al 34 e 37%.

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