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News dai mercati: incentivi per le energie rinnovabili…è stato solo greenwashing?

In tempi di crisi, si taglia. Quello della comunicazione, di solito, è il primo dei budget che saltano, seguito da marketing e da tutto quello che viene erroneamente definito come “superfluo” o “di contorno”. E invece sono questi gli investimenti più strategici da fare oggi. Ma cosa succede se a saltare sono interi progetti presentati come innovativi, rivoluzionari non solo in termini economici ma anche culturali e soprattutto ambientali? È il caso delle energie rinnovabili, che negli ultimi anni sono state al centro di quasi tutte le campagne di comunicazione e sensibilizzazione ambientale. Grazie agli incentivi del conto energia, un settore come quello del fotovoltaico si è sviluppato e ha continuato a crescere nonostante la crisi. Oggi, però, siamo di fronte allo scenario che Hermann Scheer aveva ipotizzato: non ci sono soldi, le imprese e i cittadini pagano troppo le bollette, quindi tagliamo gli incentivi alle rinnovabili. È stata solo una grande azione di greenwashing? Che ripercussioni potrebbe avere su uno dei pochi settori ancora floridi in Italia?

Gli impianti fotovoltaici fanno parte delle energie rinnovabili di cui tanto si parla in questi tempi.  Si tratta di forme di energia generate da fonti che non sono esauribili nella scala dei tempi umani e il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Sono comunemente considerate tali l’energia idroelettrica, eolica, marina, geotermica e solare. Quest’ultima viene appunto utilizzata dagli impianti fotovoltaici, costituiti essenzialmente dall’assemblaggio di più moduli/pannelli fotovoltaici.

Per quanto riguarda l’Italia, dai dati dell’Associazione europea dell’industria fotovoltaica (Epia), dal 2012  saremo il primo Paese al mondo per potenza fotovoltaica installata. Inoltre, saremo anche i primi a raggiungere la grid parity, ovvero il momento in cui avrà lo stesso costo produrre il medesimo quantitativo di energia elettrica da fonte fossile e da fonte solare, permettendoci di rivaleggiare con altri Paesi di punta come Germania, Giappone, Stati Uniti e Spagna. Superiamo ormai i 10 mila megawatt di potenza fotovoltaica installata su tutto il territorio nazionale, con oltre 270 mila impianti, dati condivisi anche dal GSE (Gestore dei servizi energetici).
Dal 2000 il mercato italiano delle energie rinnovabili è passato da una potenza di 18,3 GW – per il 91% rappresentata da fonte idroelettrica – ai 41,3 GW nel 2011, con un incremento del 125%. E la parte del leone, ha spiegato il GSE, l’ha giocata appunto il fotovoltaico, che alla fine del 2011 rappresentava il 31% di questa potenza energetica.

La progressione che conferma i passi da gigante realizzati è evidenziata dal prospetto che segue in base ai Decreti sui vari Conti Energia emessi:

 

Fotovoltaico installato in Italia MWp Numero impianti
1° C.E. – Sistemi FV in esercizio (2005-2006) 163,88 5.374
2° C.E. – Sistemi FV in esercizio (2007-31/06/2011) 6596,85 200.877
3° C.E. – Sistemi FV in esercizio (01/11-05/11) 1582,97 37.625
4° C.E. – Sistemi FV in esercizio (al 19/01/2012) 4202,49 78.836

 

Regioni italiane che hanno maggiormente investito nel fotovoltaico al 19 Gennaio 2012

Puglia

>2.176,4 MWp con 22.706 impianti

Lombardia

1.314,8 MWp con 48.186 impianti

Emilia Romagna

1.259 MWp con 30.716 impianti

Veneto

1.157,4 MWp con 44.712 impianti

Piemonte

1.068,2 MWp con 23.900 impianti

Lazio

859,1 MWp con 17.659 impianti

Sicilia

856,1 MWp con 19.462 impianti

Marche

787,7 MWp con 11.940 impianti

Fonte: http://www.enerpoint.it/operatori/fotovoltaico-italia.php

 

Come spiegare questo incredibile “boom” di settore dato che il sole sorge e tramonta da sempre? Semplicemente grazie al Decreto datato 28 luglio 2005 che ha dato inizio a un sistema di incentivazione per gli impianti fotovoltaici.

1° Conto Energia: caratterizzato principalmente da due limiti: potenza massima ammissibile all’incentivazione di 85 MWp/anno e troppa burocratizzazione che è stata alla base di situazioni di speculazione soprattutto per gli impianti FV di grande taglia.
I risultati ottenuti hanno evidenziato moltissimo interesse da parte di privati e aziende e le domande ricevute sono state nettamente superiori alle aspettative.

2° Conto Energia: il decreto del 19 febbraio 2007 ha portato un aggiornamento grazie all’abbattimento del limite annuale precedentemente fissato a 85 MWp di potenza installabile

3° Conto Energia: aggiornato dal decreto del 06 agosto 2010 che ha poi dato continuità al meccanismo di incentivazione specificando anche alcuni aspetti burocratici a vantaggio dei titolari dell’investimento

4° Conto Energia: aggiornato dal decreto del 5 maggio 2011 e tuttora in vigore. Con le nuove disposizioni  si intende continuare a sostenere la crescita del mercato fotovoltaico ma definendo un nuovo regime a scalare con riduzioni progressive delle tariffe incentivanti sino alla maturità, fissata per il 2016, quando non sarà più necessario incentivare queste forme di energia.

Fin qui tutto bene… ma purtroppo siamo in ITALIA, e siccome teniamo alla nostra reputazione, anche questa volta stiamo cercando di mostrare al Mondo intero che se una cosa potrebbe funzionare, noi faremmo di tutto perché questo non accada… mai.
Certo i primi incentivi erano effettivamente alti, e chi ne ha approfittato è stato più furbo di tutti (me compreso), e anche dopo il successivo ridimensionamento, questo tipo di investimento è continuato a essere comunque conveniente. Ma oggi, con il 4° conto energia in vigore, siamo tutti in attesa di sapere cosa ci proporrà il tanto atteso 5° Conto Energia, previsto per il 1° luglio 2012. Le ultime notizie in merito prevedono uno slittamento al 1° ottobre 2012, azione che invece di essere strategica potrebbe non far altro che prolungare questo momento di stasi. Le bozze presentate dal Governo prevedono un taglio del 35% agli  incentivi mentre il decreto per le altre rinnovabili si allinea gli incentivi alla media europea e introduce meccanismi per governare la nuova potenza installata.

Per esempio, un impianto da 3 kW su edificio con il 4° Conto Energia può contare su un incentivo di 352 €/MWh, con il 5° Conto Energia scenderà a 237 (-32,6%). Un impianto da 200 kW su edificio passerà da 313 €/MWh del 4° Conto Energia a 199 €/MWh del 5° Conto Energia (-36,4%). L’incentivo per un impianto da 1 MW a terra passerà dai 236 €/MWh a 161 €/MWh (-31,7%).
Chi investirebbe adesso non potendo prevedere i cambiamenti  nei prossimi mesi?!?
La preoccupazione del settore è che i nuovi provvedimenti del 5° Conto Energia possano fermare investimenti, sviluppo, occupazione e portare, nella peggiore delle ipotesi, fino alla crisi delle industrie delle rinnovabili

Ma io mi chiedo… siamo conosciuti come il Paese del Sole, e invece di continuare a favorire la produzione dell’energia da fonte solare, preferiamo continuare con il consumo di combustibili fossili e spingerci verso il nucleare? Con la crisi che c’è, perché dobbiamo togliere questo investimento che permette alle famiglie di ridurre i costi delle bollette? E cosa ancor più grave… togliere posti di lavoro in uno dei pochi settori che funziona e che comunque salvaguardia l’ambiente in cui viviamo. Quante altre famiglie si troverebbero per strada?

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