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Facebook Study, la nuova app per monitorare gli utenti

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Facebook presenta “Study”, la nuova app per “spiare” gli utenti e acquisire dati sulle loro abitudini di consumo in cambio di una ricompensa in denaro.

Una delle priorità di Facebook, ormai si è capito, è raccogliere quanti più dati possibili sui suoi utenti, al fine di  modulare la propria offerta in maniera sempre più personalizzata ed efficace.

Proprio a questo scopo nasce Study, la nuova app sviluppata dal team di Facebook dedicata al monitoraggio degli smartphone degli utenti. Il suo funzionamento è molto semplice: gli utenti che acconsentiranno al progetto e installeranno la app sul proprio dispositivo riceveranno denaro da parte di Facebook per cedere informazioni sull’utilizzo del proprio smartphone tramite la app.

Tramite Study, Facebook potrà scoprire quali altre app sono installate sul dispositivo, qual è il tempo di utilizzo delle stesse, in quale nazione si trova l’utente e tutte le altre informazioni accessibili provenienti dalle altre app. Facebook assicura, inoltre, che non acquisirà alcun dato relativo alle informazioni personali e private, come messaggi, password e siti web visitati dall’utente.

Potranno aderire al progetto soltanto gli utenti maggiorenni residenti in America e in India che siano in possesso di uno smartphone con sistema operativo Android. L’esclusione degli utenti di iPhone è arrivata a seguito di controversie con la casa madre Apple, che già in passato ha denunciato la violazione delle proprie regole sulla privacy da parte di Facebook.

Come verranno pagati gli utenti?

 L’ultimo dubbio ancora da chiarire riguarda le modalità di pagamento degli utenti. Per ora si sa soltanto che Applause, partner di lunga data di Facebook, si occuperà della gestione dei pagamenti e che i partecipanti dovranno possedere un account Paypal sul quale ricevere gli accrediti. L’ammontare della ricompensa rimane, tuttavia, un’incognita.

I precedenti

 Il lancio di Study non è il primo tentativo di Facebook di indagare le abitudini dei suoi users. Già in passato, il team di Zuckerberg aveva, infatti, condotto un esperimento simile attraverso la app Facebook Research. In quel caso, i partecipanti del progetto erano giovani dai 15 ai 35 anni di età, ai quali veniva data la possibilità di installare sul proprio dispositivo una virtual private network (vpn) per la raccolta dei dati degli utenti, sempre a scopi di marketing. Tuttavia, il progetto non aveva riscontrato il favore di Apple, che aveva poi denunciato la violazione della sua privacy policy, inducendo Facebook a ritirare la app dal mercato.

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